oderzopartecipa.it

(da «Il Dialogo – Periodico della Comunità Opitergina» - rubrica Comunic@giovane del mese di gennaio 2007)

La partecipazione secondo me

ne parliamo con Alessandro Marchetti

Comunic@giovane è una rubrica nata a marzo 2006, con l’intento di essere una finestra aperta sui mezzi di comunicazione.
Lo scorso numero ha realizzato la sua prima intervista, parlando di fotografia con una giovane esperta di tecnologie multimediali.
Questo mese presenta un colloquio con Alessandro Marchetti, ventitreenne di Oderzo. Il suo blog oderzopartecipa.it ha rappresentato una novità per la nostra città.
Comunic@giovane è disponibile a sentire altri che abbiano qualcosa da dire e da dare in materia di mass – media.

Cosa ti aspettavi quando sei partito?
Che il treno arrivasse in orario!
Scherzi a parte, questa avventura del blog è partita in sordina.
Seppur animato da buone speranze e da una forte dose di entusiasmo, non mi aspettavo nulla.
Poi è arrivata la telefonata di un giornalista che era rimasto piacevolmente colpito da questa iniziativa e che voleva intervistarmi. Così hanno cominciato a parlarne i giornali.
Credo sia la prima volta che ad Oderzo un blog sia riuscito a suscitare tante e tali discussioni.

Parlaci delle proposte più interessanti che sono uscite nel blog.
Tra quelle che mi stanno più a cuore c’è l’iniziativa “Cinema in biblioteca” con cui ho lanciato l’idea di arricchire la biblioteca comunale di una piccola videoteca composta da quei capolavori che la televisione nazionale trascura. Il cinema è cultura e la cultura è di tutti. Trovo perciò sia un peccato che film che rappresentano autentiche opere d’arte solo con difficoltà riescano a far parte del bagaglio culturale dei cittadini.
Altra proposta molto interessante è quella di dare inizio ad un gemellaggio tra Oderzo e una città europea. Ho vissuto l’esperienza del gemellaggio di Meduna di Livenza. Sono rimasto entusiasta e l’ho voluta riproporre anche agli opitergini perché penso sia estremamente educativa in particolar modo per i giovani.
Menzione speciale va comunque all’iniziativa “Dona un libro ad un ragazzo”, che ho solo pubblicizzato, con la quale si stanno raccogliendo libri per arricchire la biblioteca dell’Area Giovani del Centro di Riferimento Oncologico di Aviano così da venire incontro e far sentire meno soli i giovani pazienti assistiti in quel reparto. Invito tutti a contribuire donando un libro.

Che reazioni hanno suscitato le tue iniziative?
Le reazione sono state varie. Da molte persone mi sono arrivate mail e telefonate ricche di complimenti che mi hanno riempito il cuore. E a tutte loro va un sincero grazie con la promessa che continuerò a lavorare per mantenere il rispetto e la fiducia che mi hanno tributato.
Ad altri, invece, il mio blog è andato di traverso.
Ma le critiche, lungi dal fermarmi, mi stanno animando enormemente.

Nei primi due mesi di vita il tuo blog è spesso andato sui giornali. Forse anche ad Oderzo si sentiva il bisogno di uno strumento per partecipare?
La partecipazione alla vita politica e sociale è un diritto ed un valore a prescindere dalla città in cui si abita. Quello che mi sono riproposto con questo blog e con i miei interventi è di fare nascere o riaccendere questo valore nelle persone, soprattutto le più giovani e spero vivamente di esserci riuscito.

Che cosa vuol dire per te la partecipazione?
Come diceva Giorgio Gaber in una sua famosa canzone, la libertà non è salire sopra un albero e non è neanche un spazio libero; libertà è partecipazione. E io ho tutta l’intenzione di essere “libero” in questo più autentico senso della parola.
La partecipazione stimola la discussione, favorisce il passaggio di conoscenze ed informazioni. Ed è sempre vero il detto che “se non sai non sei”. Se non sai non puoi formarti un’opinione, non sai come comportarti, come reagire.
Sapere, informare, discutere e partecipare sono le cose che fanno crescere la civiltà nella nostra coscienza e nel nostro paese.

Cosa risponderesti ad Ezio Mauro, direttore de “La Repubblica” che nella rivista “MediaEvo” dice che i blog servono per far riflettere le persone ma il vero dibattito si troverà ancora a lungo, anche come riferimento per l’opinione pubblica, sui giornali?
Probabilmente è vero che per molto tempo ancora i giornali la faranno da padrone in questo senso. Ma non bisogna nemmeno sottovalutare le potenzialità di questo nuovo strumento. Il blog è nato da poco e ha già rivoluzionato il mondo di Internet.
Inoltre permette a tutti di esprimersi nella più completa autonomia e libertà. Gli unici a cui si deve rispondere sono i propri lettori di cui bisogna sapersi guadagnare la fiducia, cosa per niente facile.

I blog in generale e il tuo in particolare sono destinati a rimanere uno strumento per appassionati o secondo te, con il passare del tempo, diventeranno una risorsa per tutti?
Sono già una risorsa per tutti. Tecnicamente fare un blog non è molto difficile.
Quello che è più complicato è riempirlo di contenuto e di sostanza.
Quando si intraprendono queste iniziative bisogna prima di tutto crederci fino in fondo. Perché portano via molto tempo, è necessario essere sempre informati, fare ricerche, prendersi il tempo per formarsi una seria opinione e scrivere gli articoli.
E ovviamente non ci si guadagna un centesimo, semmai li si spende.
Però penso sia una cosa utile e per questo faccio tutto ciò molto volentieri.

Internet dà la possibilità di partecipare. Ma la partecipazione si può fare soltanto on line? Oppure sono ancora validi i canali più tradizionali della partecipazione sociale?
Sono ancora validissimi i canali tradizionali. Una conferenza farà sempre molto bene!
Il pregio del blog, però, sta nel fatto di essere una creatura di Internet, il che vuol dire che è uno strumento che tutti, da qualsiasi parte del mondo, possono raggiungere in modo estremamente facile, tramite un semplice computer e una linea telefonica.

Beppe Grillo è il blogger più famoso d’Italia. Egli è indubbiamente un vero comunicatore. Ma non rischia di diventare un tuttologo?
Come ho sempre detto, Beppe Grillo è il mio punto di riferimento, sia per il modo di comunicare, sia per le idee che esprime. Lo spettacolo che ha tenuto nel febbraio del 2006 a Villorba è stato per me una sorta di folgorazione, perché mi ha fatto scoprire questo personaggio che conoscevo poco e perché mi ha fatto capire per la prima volta cos’è un blog.
Grillo non rischia di diventare un tuttologo per il semplice fatto che quando scrive, oltre ad informarsi molto bene, si avvale anche degli esperti delle materie di cui tratta, spesso dando loro voce proprio quando nessuno gliela vuole dare perché dicono delle cose che sono considerate “scomode”. Lui stesso si definisce “solo un comico”. Il suo valore sta nel fatto di essere una persona, un cittadino, molto impegnato e che vuole sapere e far sapere le cose fino in fondo con estrema sincerità, senza censure e compromessi.

Ti ritieni un innovatore?
No, non sono un innovatore. Sono una persona che ha deciso di farsi sentire grazie ad uno strumento comunicativo nuovo. Probabilmente sono tra i primi che nella nostra città ha deciso di esporsi così tanto per mezzo di un blog. Ma spero che una lunga serie di altri blogger mi segua. E ciò sarà un bene perché forse un giorno riusciranno a fermare me, ma i cittadini, se si uniscono e partecipano animati dal più autentico spirito democratico, non li può fermare nessuno.

In molti si chiedono perché hai aperto il blog, cominciando a parlare di politica opitergina (e di molti altri argomenti) soltanto a settembre, quando la vecchia amministrazione, di cui tuo padre faceva parte, aveva lasciato il passo alla nuova amministrazione.
Se la “folgorazione” allo spettacolo di Beppe Grillo è avvenuta a febbraio, perché questo lasso temporale?
Ci tengo proprio a chiarire questo punto perché su di esso si sono concentrate molte critiche.
Se a febbraio 2006 mi avessero chiesto cosa fosse un blog, non avrei risposto perché non sapevo nemmeno cosa volesse dire la parola “blog”.
Solo dopo lo spettacolo di Grillo ho capito cosa fosse. Nei mesi successivi, leggendo i suoi articoli, ha cominciato nascere in me l’idea di aprirne uno in cui parlare di tutto: dalla politica locale a quella nazionale, dall’ambiente alla società.
 Ma ancora non sapevo come realizzarlo. Solo a inizio settembre 2006, dopo gli esami della sessione estiva, un mio amico mi ha informato della presenza di servizi blog gratuiti. Da lì è iniziato tutto.
In ogni caso, se anche le persone non volessero credermi, chiedo solo questo: di essere giudicato per quello che io scrivo nei miei articoli. Invito tutti a leggerli e a farsi un’idea. Solo dopo aver fatto ciò ognuno potrà valutare il mio lavoro e la mia onestà intellettuale. Ho sempre firmato i miei articoli con nome e cognome, perché non ho nulla da nascondere. La sincerità e la correttezza per me si pongono davanti a tutto. E se poi questo vuol dire attirarsi l’inimicizia di qualcuno, poco male. È una regola del mondo, per quanto triste.

Francesco Migotto